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E’ una ricerca dove la presenza insistente dei
labirinti ci parla di attese, di percorsi a scatola chiusa. Un mondo popolato
da ordinate prove di colore d’artista, campi di aranceti, more e melograni. I
tondi con giovanissime ragazze fermano quel tempo magico ma ci ricordano anche
tutte le assenze, siglate con un segreto codice alfanumerico.
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Queste tele, di rigorosità geometrica, sanno svelare lentamente la loro duplice
natura. Sono coni che testimoniano l’ancestrale saggezza degli uccelli
architetti. Sono nidi dove purissime linee di paglia s’intrecciano in una fitta
trama. Nidi che poi rimangono vuoti, ma carichi della libertà geometrica che
diventa poesia.
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Uno strappo rosa pastello si sovrappone, invade la tela popolata da liberi
graffiti archetipici. Il silenzio si bilancia con il rumorio confuso dei segni
incisi nella materia ancora morbida.
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Antiche classificazioni scientifiche danno vita a un mondo magico popolato da
camaleonti, cavallucci marini, vermi, calabroni, lumache… che convivono con
vuote griglie di parole crociate, macchie di giallo ocra, arancione e
vermiglio. Bestiari che oppongono la rappresentazione analitica (collage) a
quella artistica (manuale) del lapis color e dell’acquarello.Tavole di
catalogazione, di abbinamenti impossibili nel rigido mondo linneano.
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Il nero e volatile tratto del carbone delinea un’iconografia di gestualità
ricca in spontaneità. Donne con le mani in mano in impassibile attesa, neri
merli fra recinti con pecore, imbuti, scarpe e piccole corone senza regno.
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La magia del colore si nasconde nei tratti neri che disegnano esili corpi femminili, visi
che si moltiplicano e oggetti del quotidiano. Il segreto fascino del minimo gesto espressivo
cristallizzato su un risoluto nero su nero.
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Il bianco è luce, assorbimento dell’arcobaleno/tavolozza. L’atmosfera in cui gli elementi si
muovono è di fitta nebbia, quasi a raccontarci un mondo di purezza irreale e primigenia.
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In questo ultimo gruppo si mostrano opere che hanno la peculiarità di essere
uniche nel loro genere. Ognuna segna un passo ulteriore nella profonda e
permanente ricerca estetico-espressiva dell'artista.
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